La "scossa all'economia" del Cav.

Il premier, Silvio Berlusconi, intervistato al Tg1 ha detto: "Per tornare a crescere c'è bisogno di una scossa, per questo abbiamo predisposto un piano. L'obiettivo è di arrivare a un incremento del Pil del 3 per cento, magari anche del 4 per cento nel giro di cinque anni. Porteremo del prossimo cdm la modifica dell'art. 41 della costituzione, sarà lecito intraprendere e dare tutto quello che non è espressamente vietato dalla legge senza dover chiedere un'infinità di autorizzazioni". Leggi Il ritorno della politica
11 AGO 20
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Il premier, Silvio Berlusconi, intervistato al Tg1 ha detto: "Per tornare a crescere c'è bisogno di una scossa, per questo abbiamo predisposto un piano. L'obiettivo è di arrivare a un incremento del Pil del 3 per cento, magari anche del 4 per cento nel giro di cinque anni. Porteremo del prossimo cdm la modifica dell'art. 41 della costituzione, sarà lecito intraprendere e dare tutto quello che non è espressamente vietato dalla legge senza dover chiedere un'infinità di autorizzazioni".
"Finora troppi vincoli hanno creato una sorta di Medioevo burocratico. Vogliamo attuare una vera rivoluzione liberale. Liberare dalla mentalità statalista che ostacola gli investimenti, che distrugge ricchezze e lavoro. Rilanceremo anche il piano casa, riformeremo i servizi pubblici locali, con forti aperture alle imprese private, daremo anche attuazione al nostro piano per il Sud che si basa sulla fiscalità di vantaggio".
"Il nostro problema principale è il debito pubblico enorme ereditato dai governi del passato. Questo debito è stato moltiplicato otto volte, dal 1980 al 1992, dalle vecchie forze politiche, con i comunisti in primo piano. Negli anni del cosiddetto consociativismo si è prodotto questo fenomeno negativo e adesso queste vecchie forze si stanno di nuovo coalizzando e hanno in mente una sola idea, sempre la stessa: tassare gli italiani. E questa volta lo vogliono fare con una gigantesca imposta patrimoniale sugli immobili che rappresentano la ricchezza dell'85 per cento delle famiglie italiane. Se ciò avvenisse sarebbe un gigantesco esproprio, ma noi non consentiremo che questo avvenga, ma anzi stiamo approvando i decreti attuativi del federalismo fiscale che non comporterà alcun aumento delle imposte ma farà pagare le tasse agli evasori coinvolgendo i comuni nella valutazione delle dichiarazioni dei redditi".
"Io nonostante gli attacchi inauditi che mi vengono rivolti resto sereno e colgo l'occasione per assicurare agli italiani che continueremo a lavorare".